Maria Venditti

Maria Venditti

Maria Venditti nasce poco prima del mezzodì, in uno di quei giorni che passeranno alla cronaca come “Le tre giornate di Napoli: l'ondata di gelo del Dicembre '88”

Primogenita di una giovane coppia, vive in un paese di provincia circondata, letteralmente, dall'affetto genuino dei più e dalla chiassosa presenza della famiglia allargata.
Da li evidentemente sviluppa la sua irrefrenabile spinta verso il sociale. Si diploma in perito turistico animata dalla passione per lo studio delle lingue e delle geografie possibili per poi scivolare nella tentazione più estrema con gli studi accademici: lo studio dell'uomo e delle sue mappe (cognitive stavolta). Le competenze e gli incontri sorti durante il percorso universitario in sociologia le fanno da trampolino per occuparsi in maniera progressivamente più attiva nel mondo dell'innovazione sociale, della cooperazione e dell'associazionismo con una attenzione particolare alla promozione delle politiche volte alle pari opportunità e all'empowerment.

Si muove in sedia “a ruote rigida elettronica” cit.
Si interessa di arte contemporanea, subculture urbane, innovazione tecnologica, viaggi e buon cibo.

Una delle frasi-mantra che ama ripetersi fa così: “Tutto per me è incoerenza e mutamento. Tutto è mistero, e tutto è pregno di significato. Tutte le cose sono sconosciute, simbolo dell'Ignoto. Il risultato è orrore, mistero, una paura troppo intelligente.” - F.Pessoa

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